Google Business Profile (un tempo Google My Business) è la scheda gratuita che compare su Google e su Maps quando si cerca un campo padel vicino: nome, stelle, foto, orari, pulsanti per chiamare e per le indicazioni. La gestisci tu.
Come funziona e cosa non controlli
Per le ricerche legate a un luogo Google dice di basarsi su pertinenza (quanto la scheda corrisponde a ciò che si cerca), distanza e notorietà (anche attraverso le recensioni). La distanza non la cambi e la posizione tra i risultati locali non si compra: la pubblicità a pagamento è un’altra cosa. Il resto dipende da te: dati esatti, foto vere, recensioni con risposta, un sito coerente. Nessuno può garantirti una posizione.
Trovarla, rivendicarla, verificarla
- Cerca se esiste, o crealaCerca il centro su Google Maps. Se la scheda c’è (spesso l’ha creata Google, un cliente o un vecchio gestore), rivendicala; se risulta già verificata da qualcun altro, usa l’opzione per richiedere la proprietà: Google avvisa il proprietario attuale. Se non risponde o non è più raggiungibile, segui la procedura guidata o contatta l’assistenza Google. Se ce ne sono due per la stessa sede, chiedi a Google di unirle. Se non c’è, creala: cerca il nome dell’attività su Google e scegli l’opzione per aggiungerla, oppure parti dalla pagina di Google Business Profile, e inserisci nome, categoria e indirizzo.
- Verifica che sei il titolareGoogle lo chiede prima di considerare la scheda verificata. Il metodo dipende dal caso (codice per posta, chiamata, mail o video): segui quello che ti propone.
- Dai accesso a più personeNon lasciare la scheda sull’account personale di un dipendente o di un socio. Usa un account del centro e aggiungi chi collabora con il ruolo adatto: se qualcuno se ne va, togli l’accesso e la scheda resta tua.
Nome, categoria, indirizzo e descrizione
- Nome: quello dell’insegna. Aggiungere parole chiave e città (per esempio “Circolo Rossi Campi Padel Prenota Online Roma”) va contro le linee guida di Google e può far sospendere la scheda: serve il nome reale.
- Categoria principale: cerca “padel” nel campo e scegli la voce più precisa tra quelle proposte (l’elenco cambia, guardalo al momento). Se hai anche bar o scuola, aggiungi categorie secondarie vere.
- Indirizzo e segnaposto: mostra l’indirizzo e controlla sulla mappa che il segnaposto sia sul punto giusto, soprattutto se l’ingresso è su una strada diversa dal civico.
- Telefono: un numero a cui qualcuno risponde davvero negli orari di apertura.
- Descrizione: lo spazio è limitato (oggi 750 caratteri), quindi cose vere: quanti campi, se coperti, spogliatoi, bar, lezioni, tornei. Niente link e niente offerte. Esempio: “Centro con 4 campi da padel coperti, spogliatoi, bar e parcheggio. Lezioni con i maestri e tornei durante l’anno.”
Orari: giusti, e uguali ovunque
Un orario sbagliato produce la recensione peggiore: quella di chi arriva e trova chiuso.
- Imposta gli orari normali e usa gli orari speciali per festività, manutenzioni e giorni di torneo. Per una chiusura lunga c’è lo stato “temporaneamente chiuso”.
- Sulla scheda scrivi l’orario in cui il centro chiude davvero, non quello dell’ultimo inizio. Esempio: se l’ultima partita da 90 minuti comincia alle 22:30, la scheda dice che il centro chiude a mezzanotte; l’ultimo orario prenotabile lo mostra il sito.
- Dopo ogni cambio (ferie, orario invernale) aggiorna scheda, sito e social insieme.
Foto: quelle che fanno decidere
Chi non ti conosce giudica da ciò che vede. Le foto le aggiungono anche i clienti: conviene che le prime siano le tue.
- Logo e copertina: sono la prima cosa che si vede.
- Esterno e ingresso: ti fanno trovare, soprattutto dentro un complesso o dietro un cancello.
- I campi, di giorno e con le luci della sera, vuoti e con una partita in corso.
- Spogliatoi, bar, parcheggio.
- Staff e maestri. Se i giocatori si riconoscono, chiedi il permesso (per la privacy, rivolgiti a un consulente).
Foto nitide, orizzontali e tue, senza testi sovrapposti. Aggiungine di nuove quando cambia qualcosa: foto di anni fa fanno sembrare chiuso un centro aperto.
Il link per prenotare e il collegamento con il sito
La scheda fa trovare il centro, il sito fa prenotare. Il punto debole è il passaggio: se chi arriva deve cercare dove si prenota, una parte la perdi.
- Sito web e link di prenotazioneInserisci l’indirizzo del sito. Per alcune categorie Google prevede anche un campo per il link di prenotazione: se lo vedi nella tua scheda, mettici la pagina dove si sceglie giorno e ora. Disponibilità e nome del campo cambiano, controlla. Evita un link alla home di un sito dove la prenotazione si trova dopo tre schermate.
- Prova dal telefonoApri la scheda dal telefono, tocca il link e prenota un campo: quanti tocchi servono? Se la pagina è lenta o poco chiara, le visite non diventano prenotazioni.
- Allinea i datiNome, indirizzo e telefono devono essere uguali su scheda, sito, social ed elenchi (anche Apple Maps e Bing hanno schede gratuite). Una virgola o un’abbreviazione di differenza di solito non creano problemi; un vecchio numero o un indirizzo sbagliato sì, perché i clienti chiamano o arrivano nel posto sbagliato. Sul sito metti anche il link alle indicazioni su Maps.
- Misura gli arriviSe il tuo sito ha statistiche di visita, aggiungi al link un’etichetta che dice da dove arrivano le visite (per esempio utm_source=google, utm_medium=organic e utm_campaign=scheda-google): gli strumenti di statistica più diffusi la leggono e classificano le visite in modo corretto. Il sito del centro su PadelFlow non include statistiche di visita: in quel caso ti restano i dati della sezione prestazioni della scheda, che mostra quante persone chiamano, chiedono indicazioni o toccano il sito.
Recensioni: come chiederle e come rispondere
- Dalla scheda copi il link che apre la recensione: mettilo in un messaggio dopo la partita, oppure in un codice QR da esporre al centro. Invita soltanto, senza insistere e senza chiedere di scriverla subito: Google non ammette pressioni sui clienti nel locale.
- Chiedile a tutti, non solo a chi è contento: Google non ammette di scegliere a chi chiedere.
- Mai sconti o ore gratuite in cambio di una recensione: Google non li ammette.
- Rispondi a tutte, in poche righe, con il tuo nome e senza dati della prenotazione: le risposte le leggono anche i futuri clienti.
Tre esempi di risposta:
- Recensione positiva: “Grazie Marco! La rivincita ti aspetta sabato prossimo.”
- Su una regola: “Capiamo la delusione. La disdetta va fatta entro il preavviso scritto quando si prenota; se vuoi parlarne, chiamaci al numero della scheda.”
- Su un disservizio vero: “Hai ragione, sabato il campo non era pronto all’ora. Ci dispiace, abbiamo cambiato i turni di pulizia.”
Scusarsi e dire che cosa hai cambiato vale più di una difesa, se è vero.
Una recensione falsa, spam o offensiva si può segnalare a Google, che decide.
Post: pochi, utili, con una data
I post sono aggiornamenti brevi nella scheda. Non contarci per salire nei risultati: servono a mostrare che il centro è vivo e a dare un motivo per toccare un pulsante.
- Un torneo: formato, data, ora, come iscriversi.
- Un’offerta per le ore morte: “Mattine in settimana a prezzo ridotto, prenota dal sito”, con una scadenza. (Il prezzo che il giocatore vede sul sito è quello del listino: se l’offerta cambia i prezzi, aggiornali e poi rimettili a posto alla scadenza.)
- Un corso che parte: giorni, livello, posti. Oppure una novità: un campo rifatto, le ferie.
Una foto, tre righe e un pulsante tra quelli proposti (come “Prenota” o “Scopri di più”). Meglio due post al mese che riesci a mantenere che un mese di post e poi il silenzio.
La lista da controllare, ogni mese
- Almeno due persone hanno accesso e la scheda è verificata?
- Nome, categoria, indirizzo e segnaposto sono giusti?
- Orari normali e speciali sono aggiornati e uguali a quelli del sito?
- Ci sono foto nuove, dei campi e dell’ingresso?
- Il link porta a una pagina da cui si prenota in pochi tocchi, anche dal telefono?
- Hai risposto a tutte le recensioni arrivate?
- C’è un post recente?
- Nessuno ha proposto modifiche sbagliate ai dati della scheda (chiunque può suggerirle)?
PadelFlow non gestisce la scheda Google: quella la tieni tu, da Google. Ti dà la pagina giusta dove mandare chi la trova: il sito del centro, con un indirizzo del tipo tuocentro.padelflow.net, pensato prima per il telefono, con foto, servizi, campi, prezzi, mappa e indicazioni, orari liberi in tempo reale e prenotazione in pochi tocchi. È il link da mettere nel campo del sito. Il costo si definisce dopo una demo senza impegno; per scriverci c’è info@padelflow.net.
Domande frequenti
Google Business Profile è gratuito?
Sì, creare e gestire la scheda non costa nulla. La pubblicità a pagamento su Google è un’altra cosa e non serve per avere la scheda né per rispondere alle recensioni.
Come creo la scheda del centro, e se esiste già?
Cerca il centro su Google Maps: se la scheda c’è, usa l’opzione per rivendicarla e verifica di essere il titolare; se risulta già verificata da qualcun altro, richiedi la proprietà e Google avvisa il proprietario attuale; se ce ne sono due per la stessa sede, chiedi a Google di unirle. Se non c’è, aggiungi la tua attività da Google o dalla pagina di Google Business Profile con nome, categoria e indirizzo.
Posso far cancellare una recensione negativa?
Di norma solo se viola le regole di Google: recensione falsa, spam, contenuto offensivo o di chi non è mai stato cliente. La segnali e decide Google; per contenuti che ritieni diffamatori, chiedi a un legale se esiste una strada diversa. In tutti gli altri casi la strada migliore è una risposta educata e concreta.
Serve un sito per avere la scheda?
Non è obbligatorio, ma conviene. La scheda ti fa trovare, il sito è dove il giocatore vede gli orari liberi e prenota; senza un sito, chi ti trova di solito deve telefonare per sapere se c’è posto.
Quanto ci vuole per comparire tra i primi risultati?
Non c’è un tempo garantito: dipende dalla zona, da chi hai intorno e da come curi la scheda. Dati completi, foto, recensioni e un sito coerente aiutano, ma nessuno può prometterti una posizione.
